Azimut NRG – Azimut NRG https://www.azimutnrg.org Cambia il tuo modo di lavorare Wed, 08 Aug 2018 04:52:19 +0200 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3 https://www.azimutnrg.org/wp-content/uploads/2017/01/cropped-favicon-100x100.png Azimut NRG – Azimut NRG https://www.azimutnrg.org 32 32 World Economic Forum: le 16 skills del XXI secolo https://www.azimutnrg.org/2017/01/20/world-economic-forum-le-16-skills-del-xxi-secolo/ Fri, 20 Jan 2017 18:22:07 +0000 http://azimutnrg.com/?p=345 Leggi tutto]]> Il Salone ABCD+Orientamenti del 2015 ha come filo conduttore ‘Le 16 skills del XXI secolo’ definite dal World economic Forum che interessano la scuola e le aziende.

 Il Word Economic Forum è un’organizzazione internazionale indipendente. La sede organizzativa è a Ginevra. Lo slogan del forum è “fare impresa nell’interesse pubblico globale” in quanto tra i principi cardine dell’organizzazione vi è l’assunto secondo cui il progresso economico non è sostenibile senza lo sviluppo sociale mentre lo sviluppo sociale senza il progresso economico non è verosimile.

Il Forum aiuta i leader della politica, dell’economia, della società a migliorare lo stato del pianeta, ha il ruolo di partner indipendente ed imparziale, e agisce come istituzione internazionale, ufficialmente riconosciuta, per la cooperazione pubblico-privata.

Insieme con altri stakeholders, opera per definire le sfide, le soluzioni e le azioni, sempre nello spirito di una cittadinanza globale.

E’ organo di servizio e di formazione delle comunità, attraverso un concetto integrato di incontri, ad alto livello, reti di ricerca, collaborazioni digitali e task force.

Fu fondato nel 1971 come associazione no profit; è indipendente e imparziale e non è vincolato a nessun interesse particolare, lavora in stretta cooperazione con tutte le maggiori organizzazioni internazionali.

Le definizioni

Le competenze di base

Skill

Definizione

Alfabetizzazione Capacità di leggere, capire ed usare la lingua scritta
Cultura matematica Capacità di usare numeri e altri simboli per capire e esprimere relazioni di tipo quantitativo
Cultura scientifica Capacità di usare conoscenze scientifiche e regole per comprendere un ambiente e testarne le ipotesi
ICT Capacità di usare e creare contenuti fondati sulla tecnologia, incluso il reperire e condividere l’informazione, rispondere alle domande e interagire con altre persone tramite il PC
Alfabetizzazione finanziaria Competenza a comprendere aspetti concettuali e numerici della finanza e applicarla nel concreto
Cultura sociale e civica Abilità nel capire, apprezzare, analizzare le conoscenze delle discipline umanistiche

 

Le competenze trasversali

Skill

Definizione

Pensiero critico/problem solving Competenza a identificare, analizzare e valutare situazioni, idee e informazioni per formulare risposte e soluzioni
Creatività Abilità ad immaginare e trovare modi innovativi di riformulare i problemi, rispondere alle domande, o esprimere significati, attraverso l’applicazione, la sintesi o la riproposizione della conoscenza
Comunicazione Capacità di ascoltare, capire, trasmettere e contestualizzare l’informazione, attraverso strumenti verbali, non verbali, visivi e scritti
Collaborazione Capacità di lavorare in gruppo verso un obiettivo comune, inclusa l’abilità di prevenire e gestire i conflitti

 

Qualità personali

Skill

Definizione

Curiosità Abilità e desiderio di porre domande, mostrando una mente aperta e attiva
Iniziativa Abilità ad intraprendere, in modo proattivo, un nuovo compito, un nuovo obiettivo
Determinazione Capacità di sostenere un interesse o uno scopo, di perseverare per portare a termine un compito o un obiettivo
Adattabilità Capacità nel variare progetti, metodi, opinioni o obiettivi, alla luce di nuove informazioni pervenute
Leadership Abilità a dirigere, guidare e ispirare gli altri, per raggiungere un obiettivo comune
Consapevolezza sociale e culturale Abilità nell’interagire con gli altri in modo appropriato culturalmente ed eticamente
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L’Europa e le “competenze chiave” https://www.azimutnrg.org/2017/01/20/leuropa-e-le-competenze-chiave/ Fri, 20 Jan 2017 18:15:10 +0000 http://azimutnrg.com/?p=341 Leggi tutto]]> La Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, definisce che le competenze chiave per l’apprendimento permanente sono una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. In particolare, sono necessarie per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione.

Le competenze chiave dovrebbero essere acquisite:

  • dai giovani alla fine del loro ciclo di istruzione obbligatoria e formazione, preparandoli alla vita adulta, soprattutto alla vita lavorativa, formando allo stesso tempo una base per l’apprendimento futuro;
  • dagli adulti in tutto l’arco della loro vita, attraverso un processo di sviluppo e aggiornamento delle loro abilità.

Le otto competenze chiave

  • la comunicazione nella madrelingua, che è la capacità di esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta e di interagire adeguatamente e in modo creativo sul piano linguistico in un’intera gamma di contesti culturali e sociali;
  • la comunicazione in lingue straniere che, oltre alle principali abilità richieste per la comunicazione nella madrelingua, richiede anche abilità quali la mediazione e la comprensione interculturale.
  • la competenza matematica e le competenze di base in campo scientifico e tecnologico. La competenza matematica è l’abilità di sviluppare e applicare il pensiero matematico per risolvere una serie di problemi in situazioni quotidiane, ponendo l’accento sugli aspetti del processo, dell’attività e della conoscenza. Le competenze di base in campo scientifico e tecnologico riguardano la padronanza, l’uso e l’applicazione di conoscenze e metodologie che spiegano il mondo naturale.
  • la competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) e richiede quindi abilità di base nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC);
  • imparare ad imparare è collegata all’apprendimento, all’abilità di perseverare nell’apprendimento e di organizzarlo sia a livello individuale sia in gruppo, a seconda delle proprie necessità, e alla consapevolezza relativa a metodi e opportunità;
  • le competenze sociali e civiche. Per competenze sociali si intendono competenze personali, interpersonali e interculturali e tutte le forme di comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa. La competenza sociale è collegata al benessere personale e sociale. È essenziale comprendere i codici di comportamento e le maniere nei diversi ambienti in cui le persone agiscono. La competenza civica e in particolare la conoscenza di concetti e strutture sociopolitici (democrazia, giustizia, uguaglianza, cittadinanza e diritti civili) dota le persone degli strumenti per impegnarsi a una partecipazione attiva e democratica;
  • senso di iniziativa e di imprenditorialità significa saper tradurre le idee in azione. In ciò rientrano la creatività, l’innovazione e l’assunzione di rischi, come anche la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi. L’individuo è consapevole del contesto in cui lavora ed è in grado di cogliere le opportunità che gli si offrono. È il punto di partenza per acquisire le abilità e le conoscenze più specifiche di cui hanno bisogno coloro che avviano o contribuiscono ad un’attività sociale o commerciale. Essa dovrebbe includere la consapevolezza dei valori etici e promuovere il buon governo;
  • consapevolezza ed espressione culturali implicano la consapevolezza dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni attraverso un’ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la letteratura e le arti visive.

Fonte: Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Key word: Raccomandazione 2006/962/CE

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Come risolvere un dilemma https://www.azimutnrg.org/2017/01/17/come-risolvere-un-dilemma/ Tue, 17 Jan 2017 07:32:33 +0000 http://azimutnrg.com/?p=260 Leggi tutto]]>  

Vi siete mai trovati per caso nella seguente situazione? Un amico/collega/cliente vorrebbe prendere una decisione in grado di modificare in modo duraturo il proprio futuro: cambiare lavoro, trasferirsi in un’altra città, andare in pensione anticipata. Le motivazioni pro e contro sembrano perfettamente in equilibrio. Come potete fare per aiutarlo a risolvere il suo dilemma?
Disegnate il modello elastico, poi chiedete alla persone coinvolta di domandarsi: cosa mi trattiene? Cosa mi attira?
A una prima occhiata questo metodo può sembrare molto simile alla semplice valutazione di “Quali sono i pro? E quali sono i contro?”. Ma sussiste una differenza: le domande “Cosa mi trattiene? Cosa mi attira?” sono formulate in positivo e corrispondono pertanto a una situazione in cui entrambe le alternative potrebbero essere affascinanti.

“Un senso di pace segue a ogni decisione, anche a quella sbagliata.”
Rita Mae Brown

Fonti: Mikael Krogerus, Roman Tschäppeler (Rizzoli)

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Come imparare ad essere multitasking https://www.azimutnrg.org/2017/01/17/come-imparare-ad-essere-multitasking/ Tue, 17 Jan 2017 07:29:10 +0000 http://azimutnrg.com/?p=257 Leggi tutto]]>

State lavorando a più progetti contemporaneamente? Allora avete adottato lo stile di vita “slash” (che è il simbolo /). Il concetto è stato avanzato dall’autrice newyorkese Marci Alboher e descrive quei lavoratori che non riescono a dare una sola risposta alla domanda “Che lavoro fate?”.
Ad esempio, di professione siete insegnante/musicista/web designer. La molteplicità è assolutamente affascinante, ma come potete svolgere contemporaneamente tutti questi lavori? E poi, che sicurezza avete di ricavare entrate costanti?
Per riuscire a mantenere il quadro di insieme, provate a classificare i vostri progetti attuali (professionali e privati) con l’aiuto della matrice project-portfolio. Posizionate i “lavori in corso” in base ai fattori costi e tempi. Consiglio: nel caso dei costi non pensate solo al denaro, ma anche alle fonti coinvolte, come amici, energia, impegno psicologico, etc.
Tempi e costi sono solo due esempi: potete completare gli assi anche con valori personali. Per esempio, l’asse delle X potrebbe essere “Quanto mi aiuta questo progetto a raggiungere la meta che mi sono prefisso?”, mentre quello delle Y: “Cosa imparo da questo progetto?”. Ora inserite i vostri progetti nella matrice, tenendo in considerazione l’asse “che favorisce la meta” e quello “istruttivo”.
I risultati vanno letti nel modo seguente:

  • a- rifiutate quei progetti che non forniscono alcun insegnamento nè corrispondono a una visione preordinata;
  • b- i progetti con un elevato potenziale di insegnamento, e tuttavia poco conformi alla vostra visione, sono interessanti ma non utili per il vostro scopo. Cercate di modificarli in modo che siano utili alla vostra visione;
  • c- i progetti corrispondono alla vostra visione, ma imparate ben poco di nuovo. Cercate allora qualcuno che li faccia al vostro posto;
  • d- potenziale di insegnamento e corrispondenza alla propria visione armonizzano? Congratulazioni!

“Dividete in modo attento e ordinato nei singoli scomparti tutti i vostri progetti, anche quelli che non hanno successo.”

Fonti: Mikael Krogerus, Roman Tschäppeler (Rizzoli)

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Come imparare ad affrontare complimenti o critiche https://www.azimutnrg.org/2017/01/17/come-imparare-ad-affrontare-complimenti-o-critiche/ Tue, 17 Jan 2017 07:27:11 +0000 http://azimutnrg.com/?p=254 Leggi tutto]]>

Il feedback è uno dei processi più delicati da svolgere in gruppo. Da un lato infatti si rischia di ferire qualcuno, dall’altro però va detto che i falsi complimenti non portano da nessuna parte. Spesso le parole di lode ci rendono più sicuri di noi, ci stimolano e facilitano la nostra vita, mentre le critiche sminuiscono la nostra sicurezza e l’elevata opinione che abbiamo di noi ci spinge a un’iperattività sbagliata. La domanda monodimensionale “Cosa ci trovi di buono? Cosa ci trovi di cattivo?” non è necessariamente utile. Molto più decisiva per il processo di apprendimento è “Come utilizzo queste critiche?”. Detto in altre parole: cosa può rimanere così com’è? Cosa deve essere modificato, anche se finora mi sembrava andasse bene?
Non serve quindi solo stabilire dove qualcosa non è andato per il verso giusto, ma anche se e come bisogna reagire. Questo modello vi aiuta a collocare nel dovuto ordine le critiche, per poterne poi trarre i dovuti consigli.
Inoltre chiedetevi seriamente: quale successo e quale fallimento erano effettivamente da ascrivere al caso? Sono stato il match-winner solo perchè la palla è entrata casualmente nella porta? Ma anche: mi sono meritato davvero questo complimento?

“Badate alle vostre idee, saranno le vostre parole. Badate alle vostre parole, saranno le vostre azioni. Badate alle vostre azioni, si tramuteranno nel vostro carattere. Badate al vostro carattere, sarà il vostro destino.”
Tratto dal Talmud

Fonti: Mikael Krogerus, Roman Tschäppeler (Rizzoli)

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Come imparare a lavorare in modo più efficiente https://www.azimutnrg.org/2017/01/17/come-imparare-a-lavorare-in-modo-piu-efficiente/ Tue, 17 Jan 2017 07:23:48 +0000 http://azimutnrg.com/?p=251 Leggi tutto]]>

“Le scelte più urgenti sono raramente le più importanti”: pare che queste parole siano state pronunciate da Dwight D. Eisenhower. L’ex presidente statunitense è considerato un vero e proprio maestro del time management, ovvero della capacità di fare ogni cosa al momento giusto. Con il metodo Eisenhower imparerete a distinguere ciò che è importante da ciò che è urgente. Indipendentemente da quale compito vi ritroviate sulla scrivania, catalogatelo immediatamente secondo la matrice di Eisenhower, e poi decidete cosa fare in quale momento. Spesso, infatti, vi focalizzate troppo sul campo “urgente e importante”, cioè sulle cose che devono essere fatte immediatamente. Poi però fermatevi e chiedetevi: quando riuscirò a fare le cose importanti ma non urgenti? E poi, quando troverò il tempo per svolgere i compiti importanti, prima che diventino urgenti? In questo settore si trovano infatti le decisioni strategicamente a lungo termine.
Un altro metodo per suddividere il tempo a disposizione in modo più efficiente è attribuito al multimiliardario Warren Buffet. Preparate un elenco di tutto quello che volete fare oggi, quindi iniziate con il primo compito della lista, e passate poi al successivo solo quando avete terminato quello precedente. Cancellate a mano a mano le cose eseguite.

“Meglio tardi che mai. Ma mai tardi è meglio.”

Fonti: Mikael Krogerus, Roman Tschäppeler (Rizzoli)

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Come capire se si persegue il giusto fine https://www.azimutnrg.org/2017/01/17/come-capire-se-si-persegue-il-giusto-fine/ Tue, 17 Jan 2017 07:15:46 +0000 http://azimutnrg.com/?p=248 Leggi tutto]]>

Se vi ponete degli obbiettivi dovreste sempre distinguere tra quelli afferenti allo scopo finale e quelli alle prestazioni. I primi di riferiscono a un desiderio, una meta; per esempio “Vorrei correre una maratona”. Le prestazioni invece riguardano il percorso per raggiungere la meta, per esempio “Vorrei correre ogni mattina per 30 minuti”.
Scrivete quindi il vostro scopo su un foglio e controllate, passo dopo passo, se corrisponde alle 14 caratteristiche previste dal modello.
Ancora un paio di annotazioni: se una meta non è raggiungibile, non c’è alcuna speranza; se non è impegnativa, non riuscirà a motivarvi. Nel caso in cui i 14 requisiti siano un po’ troppi per voi, nella formulazione del vostro scopo osservate per lo meno la seguente regola di base:
KISSKeep It Simple, Stupid!

“Il maggior pericolo per tutti noi non è che il nostro fine sia troppo elevato e non riusciamo ad arrivarci, ma che sia troppo basso e lo raggiungiamo.”
Michelangelo

Fonti: Mikael Krogerus, Roman Tschäppeler (Rizzoli)

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Come apprendere dai propri errori https://www.azimutnrg.org/2017/01/17/come-apprendere-dai-propri-errori/ Tue, 17 Jan 2017 07:08:12 +0000 http://azimutnrg.com/?p=241 Leggi tutto]]>

Double-Loop Learning significa in sostanza riflettere sui propri errori e trarne degli insegnamenti. Una pratica che suona semplice a parole, e invece è molto difficile, se non del tutto impossibile da realizzare.
La teoria parte dai valori di Heinz von Foerster e Niklas Luhmann, teorici dei sistemi, e si basa sull’idea della “osservazione di secondo ordine”. In senso stretto non può considerarsi un modello, bensì una tecnica per saccenti. Ma come si può dominare questa teoria così interessante? Molto semplicemente imparando a studiare gli osservatori di primo ordine.
Un osservatore di primo ordine vede una situazione così come appare. Per lui il mondo è dinanzi a sè, semplicemente. L’osservatore di secondo ordine, per contro, vede la stessa situazione nel modo in cui la vede quello di primo ordine. Osserva quindi un modo di osservare. Il modo di osservare è quanto permette l’osservazione, ma nel momento stesso in cui lo si compie è esso stesso inosservabile – in pratica, è il punto cieco. L’analisi del punto cieco dell’altro offre all’osservatore di secondo ordine la porta per la “saccenteria”, dato che in questo modo permette di far notare all’osservatore di primo ordine che si potrebbero vedere, e osservare, le cose anche in un altro modo.

Dalle considerazioni teoretiche sull’osservazione lo psicologo Chris Argyris e il filosofo Donald Schön hanno realizzato il Double-Loop Learning: il single loop (l’osservatore di primo ordine) è nel migliore dei casi la best practice, la pratica migliore. Quello che funziona bene non viene modificato, ma semplicemente ripetuto. Nel peggiore dei casi invece, la worst practice, si ripete lo stesso errore, o si perde di vista il problema senza chiedersi come è sorto.
Double loop significa invece mettere in discussione ciò che fate e cercare di interrompere il vostro stesso modello di riferimento, non facendo semplicemente qualcosa di diverso, ma riflettendo sul perchè lo fate e come lo fate. Quali sono i valori e gli scopi dietro le vostre azioni? Nel momento in cui ne siete consapevoli, potete forse cambiarli.
Il problema del double loop consiste nella discrepanza tra quello che noi credevamo di avere in mente (espoused theory) e quello che facciamo effettivamente (theory-in-use). Quando vogliamo modificare qualcosa per davvero, non basta dare nuovi compiti a noi stessi o ai nostri collaboratori oppure fornire diverse indicazioni di comportamento. Queste si riferiscono infatti solamente al piano del comando (espoused theory). I veri cambiamenti si hanno quando riflettiamo sulle nostre motivazioni più profonde, sulle mete e sui valori: sono questi i campi di forza che agiscono sulla theory-in-use.

“Meritiamo quello che abbiamo. Fino a quando non lo cambiamo.”

Fonti: Mikael Krogerus, Roman Tschäppeler (Rizzoli)

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Analisi SWOT https://www.azimutnrg.org/2017/01/16/analisi-swot/ Mon, 16 Jan 2017 09:10:48 +0000 http://azimutnrg.com/?p=209 Leggi tutto]]>  

L’analisi SWOT deriva dall’acronimo delle parole inglesi che identificano i punti di forza (Strengths), le debolezze (Weaknesses), le possibilità (Opportunities) e i pericoli (Threats) di un progetto. Il risultato di quanto scoperto fu l’ideazione dell’acronimo SWOT allo scopo di migliorare la conoscenza del progetto stesso da parte dei partecipanti.

Il modello prende le mosse da uno studio della Standford University realizzato negli anni 60, durante il quale furono analizzate le imprese statunitensi di maggior successo. Il risultato fu il seguente: la discrepanza tra quello che le suddette imprese avevano progettato e quello che era stato effettivamente realizzato ammontava circa al 35%. Il problema non riguardava l’incompetenza del personale, bensì la mancanza di chiarezza del programma. Molti tra l’altro non conoscevano nemmeno lo scopo di quello che facevano.

Nell’utilizzo dell’analisi SWOT è più logico non limitarsi a completare i settori, bensì chiedersi: come possiamo sottolineare le nostre forze e compensare (o mascherare) le nostre debolezze? Come sfruttare al meglio le nostre possibilità? Come proteggerci effettivamente dai pericoli?

L’analisi SWOT ha una vasta gamma di impieghi: è utile infatti sia per le decisioni sul lavoro sia per le scelte personali.

 

Fonti: Mikael Krogerus, Roman Tschäppeler (Rizzoli)

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Lavorare SMART nel 2017 https://www.azimutnrg.org/2017/01/16/lavorare-smart-nel-2017/ Mon, 16 Jan 2017 09:04:21 +0000 http://azimutnrg.com/?p=205 Leggi tutto]]> La parola inglese SMART ha vari significati ma qui intendiamo un modo intelligente di fare le cose o comunque fare le cose in un modo ragionato. Mi piace molto questa parola, che utilizzo spesso quando mi trovo a descrivere le personalità dei miei collaboratori.

Utilizzando quindi questa parola possiamo più facilmente ricordare cinque caratteristiche che aiutano a trasformare un’idea o un desiderio in un progetto realizzabile.

Se si fanno le stesse cose non ci si può che aspettare gli stessi risultati! Perché quindi non cominciare a lavorate SMART?


  • Specific

    • L’obiettivo dev’essere specifico (Specific) ovvero deve rappresentare un vero e proprio traguardo da raggiungere e non un desiderio generale: meglio mettere per iscritto, e in maniera chiara, che cosa si vuole raggiungere.
  • Measurable

    • L’obiettivo dev’essere misurabile (Measurable) in modo da dare poter valutare se lo stiamo raggiungendo e poter meglio comprendere quanto efficaci sono le nostre azioni.
  • Attainable

    • Non va sottovalutato il fatto che l’obiettivo debba essere raggiungibile (Attainable) ovvero che sia al limite se volete ma sempre all’interno delle nostre realistiche possibilità.
  • Relevant

    • Il vostro obiettivo dovrebbe essere realmente importante per voi (Relevant), in modo da rappresentare qualcosa per cui valga la pena impegnarsi e soprattutto utilizzare quando arriveranno le prime difficoltà.
  • Time-boxed

    • Per finire, dev’essere limitato nel tempo (Time-boxed) per evitare di essere trascinato all’infinito in caso non vada a buon fine: meglio darsi una scadenza e decidere a quel punto se l’obiettivo è stato raggiunto o meno.
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